Esercito Italiano ricorda l'8 marzo in Basilicata



Convegno esercito

In occasione della Festa della Donna, il Comando Militare Esercito “Basilicata  nell’ambito delle iniziative volte alla tutela della salute del proprio personale militare e civile in servizio e della collettività, in un contesto di reciproca collaborazione con le forze di Polizia presenti sul Territorio, ha organizzato una specifica attività informativa e di screening sanitario in cooperazione con i dirigenti medici dei rispettivi Comandi. 
L’evento coordinato dal Tenente Colonnello
medico Dott. Emanuele Venezia, dirigente del Servizio Sanitario dell’Esercito in Basilicata, ha visto la presenza di illustri ospiti tra cui: l’Ammiraglio medico Dott.  Enrico Mascia,  il Dottor Donato Pafundi, direttore dell’Assessorato di Sanità della Regione Basilicata, il Dott.Rocco Paternò, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Potenza, il Dott. Antonio Sisto, primario di chirurgia, il Dott. Enrico Mazzeo Cicchetti, primario di chirurgia senologica dell’Azienda Ospedaliera di Potenza ed il Prof. Dott.Venezia Pietro. 

Sono stati affrontati i grandi temi della salute, tra cui un argomento di importante significato sociale,”L’Osteoporosi” che ha visto l’intervento del Prof. Dott. Luigi Molfetta, dell’Università degli Studi di Genova, Cento di Studi sull’osteoporosi e le patologie osteoarticolari. Tale patologia riguarda un’enorme fascia di popolazione ed impegna professionalità e risorse nella prevenzione e nella terapia della stessa malattia. Destinatari dell’incontro, sono state le Donne delle Forze Armate, delle Forze di Polizia regionale e le rappresentanti di altre Istituzioni dello Stato e della collettività che, previa prenotazione e a giudizio degli specialisti, sono state sottoposte all’esame MOC presso la sala medica del Comando Militare Esercito Basilicata. “Le Donne, ha affermato il Colonnello Giulio Barba, Comandante  Militare di Basilicata, sono una risorsa per l’Esercito e per l’intera collettività. La loro presenza sia in ambito nazionale che internazionale, oggi rappresenta la normalità. 

A poco più di 14 anni dal primo reclutamento, l’Esercito conta nelle sue fila, circa 6500 Donne; la loro presenza, è il risultato di un percorso progressivo conclusosi con l’affermazione dell’uguaglianza, di diritti, doveri, responsabilità ed opportunità tra uomini e donne. I militari di sesso femminile possono svolgere tutti gli incarichi previsti per il personale maschile. Abbiamo piloti d’aereo, di elicottero d’attacco “Mangusta”, Comandanti di Unità terrestri impiegati nei vari scenari operativi e di Unità navali. L’arrivo della componente femminile ha permesso nell’ambito delle operazioni di peacekeeping e umanitarie una più efficace azione verso le popolazioni locali, poiché, in contesti differenti per cultura e religione, la loro presenza  consente un più adeguato rispetto delle usanze locali e il perseguimento dei fini della missione. In tutti i teatri operativi, infatti, sono impiegati i cosiddetti Female Engagment Teams, interamente costituiti da personale femminile che permettono una maggior interazione  con le popolazioni locali creando un mutuo rapporto di stima e rispetto quale ponte di collegamento umano tra le culture del mondo”.
Lorenzo Zolfo